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chiacchiere di attualita' e politica italiana ed internazionale


L'ITALIA CHE VOGLIO, NELL'EUROPA CHE VOGLIO, NEL MONDO CHE VOGLIO


23 luglio 2004

ANTIFEDERALISMO

Questo blog, o meglio il suo estensore è diventato fermamente antifederalista

 

e favorevole alla soppressione dell’Istituto Regionale ormai da alcuni anni.

 

La motivazione non è per la paura di una fantomatica secessione, ma solamente

 

per questioni economiche e di effettiva utilità.

 

 

L’italico decentramento parte dai comuni (post Comuni d’Italia) e dai suoi consigli di

 

circoscrizione (esasperazione di falsa democrazia), passa per le Comunità Montane,

 

piccola sosta alle Province per finire alle Regioni.

 

 

Così strutturato il decentramento è solamente una macchina mangiasoldi, di pochissima

 

utilità per i cittadini e di grandissima utilità per le organizzazioni politiche, ma i cittadini

 

sono quelli che pagano.

 

 

Come già evidenziato i Comuni sono troppi, ne esistono anche sotto i 100 abitanti

 

(un amico trentino, abitante in un comune di 300 abitanti, si presentò alle elezioni

 

con una lista nata esclusivamente per rompere le uova sul paniere alla DC, che da

 

cinquant’anni governava, dovette fare l’assessore ai lavori pubblici…..), con un

 

oculato accorpamento,

decentrando i servizi in modo da non danneggiare i cittadini e senza innescare

 

assurdi campanilismi, se ne potrebbero sopprimere tranquillamente settemila.

 

 

Le Comunità Montane sono assolutamente inutili.

 

La loro funzione potrebbe essere tranquillamente devoluta alle Province.

 

 

 

Province o Regioni?

 

Una delle due dovrebbe essere soppressa, personalmente, come detto, sono

 

per la soppressione delle Regioni, più distanti dai cittadini. La Provincia potrebbe

 

assorbire tutte le competenze ma escluderei il potere legislativo.

 

Attualmente viaggiano in un’anarchia assoluta, pozzi senza fondo di spese inutili

 

con un costo della burocrazia allucinante, con stipendi di consiglieri ed assessori

 

esorbitanti ed ognuna per i fatti propri.

 

Racconta Gianantonio Stella che la Regione Sicilia acquistò due orche marine

 

in attesa della costruzione di un acquario stile Genova. L’acquario non è mai stato

 

fatto e le orche sono andate a “pensione” per diversi anni in Norvegia (mi sembra)

 

a spese del contribuente siciliano ed italiano.

 

 

 

Per chi fosse vagamente d’accordo, vorrei trovare il modo per lanciare il sasso nello stagno…




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22 luglio 2004

COMUNI D'ITALIA

In Italia ci sono 8101 comuni la cui popolazione media è inferiore ai


 


7200 abitanti ciascuno.


 


Le classi di ampiezza dei comuni sono le seguenti:


 


fino a 500 abitanti                                846


 


da       501     a     1000                         1.128


 


da     1001     a     2000                         1.679


 


da     2001     a     3000                            977


 


da     3001     a     4000                            721


 


da     4001     a     5000                            485


 


da     5001     a   10000                         1.153


 


da   10001     a   15000                            448


 


da   15001     a   20000                            191


 


da   20001     a   30000                            181


 


da   30001     a   40000                            111


 


da   40001     a   50000                              43


 


da   50001     a   65000                              52


 


da   65001     a   80000                              23


 


da   80001     a 100000                              21


 


da 100001     a 250000                              29


 


da 250001     a 500000                                7


 


oltre 500000                                                 6


 


 


Io abito in un’area di circa 800 kmq (40x20) e ci sono otto comuni,


 


il più grande conta 40.000ca il secondo 15000ca, tutti gli altri sono piccolissimi.


 


La domada sorge spontanea: questo decentramento è un’utilità per i cittadini


 


o un lusso che non possiamo permetterci e danneggia i cittadini stessi?


 


 




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10 marzo 2004

L'ITALIA CHE VOGLIO

avevo postato in novembre, poi mi sono fermato.


speriamo in un risultato migliore




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10 novembre 2003

L'ITALIA CHE VOGLIO.......... -2-



RIFORME ISTITUZIONALI





  • Legge elettorale: maggioritario a doppio turno con premio di maggioranza e diritto di tribuna;


  • Diminuzione dei Deputati a circa 200 e dei Senatori a circa 100, da subito e non dal 2011 perché "non si può chiedere ad un parlamentare di suicidarsi";


  • Accorpamento dei comuni piccoli (compatibilmente alla posizione geografica), portando il numero di abitanti a circa 80.000/100.000, il numero scenderebbe dagli oltre 9000 a meno di 900;


  • Abolizione di Comunità Montane e Aziende Sanitarie Locali ;


  • Soppressione dell'Istituto delle Regioni e creazione di una Provincia forte con autonomia amministrativa che si occupi di territorio e ambiente, sanità, strade, gestione scolastica e pubblica utilità, non è prevista l'autonomia legislativa, i comuni con più di 500.000 abitanti diventerebbero città-provincia;


  • Il Senato diventa "senato delle province" e legifera per la gestione globale di queste, per le singole province su proposte di ogni Consigli Provinciali;


  • Lo Stato devolve alle province una cifra fissa per ogni abitante più una percentuale dell'incasso delle imposte e tasse avvenuto in loco. La parte percentuale deve essere spesa esclusivamente per politiche sociali e per migliorare la qualità di vita dei cittadini.


I dipendenti pubblici in esubero non perdono il posto di lavoro, saranno trasferiti presso amministrazioni che necessitano di personale, quali tribunali, uffici dell'erario (in modo da facilitare controlli fiscali), uffici del Ministero degli Interni  (in modo che gli Agenti o i Militari non si occupino di burocrazia ma della sicurezza pubblica).



Viene istituita una Agenzia Centrale del Pubblico Impiego che si occupa di trasferimenti richiesti o imposti per distanze non superiori ai cinquanta chilometri, ed alla quale viene richiesto personale da ogni Ente Pubblico.



L'ingente massa di risparmi derivante da queste riforme, fa sì che importanti risorse finanziarie siano immesse nei settori indicati come prioritari, soprattutto Sanità e Scuola e Ricerca Scientifica. (2-continua)


P.S. Naturalmente, oltre al numero di Parlamentari, vanno anche eliminati alcuni inutili privilegi, quali piscina e palestra gratuite, biglietti di cinema e teatro gratuiti e il rimborso per i viaggi deve valere solamente dal collegio elettorale alla sede del Parlamento.


Per chi fosse curioso, leggere Stipendi e Privilegi (post di settembre).




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7 novembre 2003

L'ITALIA CHE VOGLIO, NELL'EUROPA CHE VOGLIO, NEL MONDO CHE VOGLIO

Inizio una rubrica che vorrebbe essere un dibattito e un continuo arricchimento di proposte per un ipotetico programma di governo e di riforme (assolutamente non finalizzato a nulla). Inserisco un po' tutte le idee che mi sono fatto negli ultimi dieci anni, da quando ho ricominciato a leggere i giornali e a interessarmi di nuovo di politica (non attiva). Sono politicamente "agnostico", anche se chiaramente di sinistra (credo moderata, credo). Dato che non sono onniscente (come, probabilmente qualcuno se ne sarà accorto), il mio desiderio è che la maggior parte di persone possibile si inserisca in una specie di dibattito integrando proposte personali, correggendo errori (più o meno macroscopici). Comunque ho deciso di parlare di tutto (logicamente a puntate).

I pilastri fondamentali per l'Italia sono tre:

SANITA' PUBBLICA ( che funzioni bene e potrebbe funzionare bene)

SCUOLA PUBBLICA ( idem come sopra )

PREVIDENZA PUBBLICA ( idem come sopra ).

Per il resto vale uno stato regolatore e controllore, assente da qualsiasi attività economica. (1-continua)




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