.
Annunci online

ghirone
chiacchiere di attualita' e politica italiana ed internazionale


libri e film


22 settembre 2004

QUIEN PUEDE MATAR A UN NINO?

La mente umana è veramente strana.


Alcuni mesi fa mi è venuto alla mente, non so perché,  un film che vidi moltissimi


anni fa, negli anni settanta.


Non ricordavo il titolo il né il regista, solo le immagini.


Con il tempo mi è venuto in mente il titolo, ho fatto una ricerca ma era quello


sbagliato.


Ho provato a chiedere ai noti cinefili locali, niente.


Ieri l’illuminazione: Ma come si può uccidere un bambino?


Ho fatto la ricerca: Narcizo Ibanez Serrador, Spagna 1976.


 


“La storia si apre con filmati in bianco e nero alternati ai titoli di apertura


di un rosso acceso. Le sequenze iniziali si riferiscono all’olocausto perpetrato


dai nazisti, alla fame causata dalle numerose guerre civili in Africa, alla disastrosa


guerra in Corea e a quella in Vietnam, quasi tutte le immagini ritraggono bambini

 

abbandonati, affamati, feriti oppure morti. Il preambolo della pellicola ci mostra gli


orrori più tristemente noti del ventesimo secolo e ce li rappresenta con l’obiettivo


fissato sull’essere umano nella sua fase più debole, quella in cui non si può difendere:


il periodo in cui è un bambino.


Al termine di questa sequenza introduttiva l’obiettivo si sposta su una giovane


coppia straniera, Tom ed Evelyn ( che aspetta un figlio), mentre si trova sulle coste


della Spagna in attesa di imbarcarsi per una piccola isola dove trascorrere una


tranquilla vacanza. Dopo una notte passata in albergo affittano una barca e si


avviano verso la loro meta che dista non molto dalla costa: al loro arrivo si trovano


difronte ad un paesaggio deserto, nel porticciolo non c’è anima viva, una

 

tranquillità che sembra quasi irreale. Si addentrano così nel paesino costituito

 

da case bianche su cui batte un sole feroce, la temperatura è molto alta e cercano

 

dove potersi ristorare, ma anche all’interno della comunità sembra confermare

 

la loro impressione iniziale: è tutto disabitato. Tom entrerà in un bar e poi in un

 

supermercato in cerca di qualcuno; entrambi si rivelano vuoti, l’unico rumore che

 

si sente nell’altrimenti silenzioso villaggio è il girarrosto del supermercato che

 

continua a funzionare nonostante i polli siano ormai carbonizzati. I due turisti,

 

vedendo finalmente alcuni bambini in giro per il paese, cercano di parlare con loro,

 

 

ma non vengono presi in considerazione da questi: sembrano molto strani, ridono e

 

guardano i due adulti con sguardo timido ma curioso. Lungo il cammino incontrano

 

un uomo il quale , sconvolto, racconta loro che i bambini


si sono svegliati una notte e, scesi in strada tutti insieme, hanno iniziato ad andare


casa per casa, cantando e festeggiando, aggredendo e massacrando gli adulti.


Increduli Tom ed Evelyn chiedono all’uomo come hanno fatto dei fanciulli a sopraffare


degli adulti, ma questo risponde con una domanda:


Come si può uccidere un bambino?


 


La pellicola andrà avanti in maniera coinvolgente fino ad arrivare ad un finale

 

inaspettato.”


 


Actarus.it




permalink | inviato da il 22/9/2004 alle 11:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


7 novembre 2003

errata corrige

"Il Signor Giardiniere" opera prima del francese Frédéric Richaud ed Guanda le Fenici Tascabili E.6,20 salvo inflazione.

Jean-Baptiste de la Quintinie giardiniere di Versailles alla corte di Re Sole




permalink | inviato da il 7/11/2003 alle 15:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


7 novembre 2003

CULTURA-LIBRI

"LA CULTURA E' COME LA MARMELLATA, CHI MENO NE HA PIU' NE SPALMA"



Avendo notato che molti parlano di libri e letture, mi permetto di estrarre dalla mia fetta biscottata alcuni autori e libri che segnalo.



Charles Bukowski: oltre al propedeutico "storie di ordinaria follia", "Donne", "factotum" e " a sud di nessun nord";



Raymond Carver(altro minimalista, più soft): "di cosa parliamo quando parliamo d'amore", "vuoi star zitta per favore" e "la cattedrale";



Daniel Pennac: tutto, in maniera cronologica;



Isaac Bashevis Singer, mi ha fatto innamorare del mondo Yiddish, letto la prima volta per caso (solito libro non voluto spedito dal club degli editori) "la luna e la follia" ma si può andare a caso. Ultimo letto, "ombre sull'Hudson" è di ambientazione più recente (gruppo di personaggi ebrei nella New York degli anni cinquanta?);



Titolo "Il Giardiniere" non mi ricordo il nome dell'autore ma lo inserirò in seguito. Libro da leggere lentamente e in silenzio interiore, il giardiniere di Re Sole che segue i lavori di Versailles.



Se non sapete che libro comperare, entrate in qualsiasi libreria e chiedete la Marcos y Marcos, potete comperare a caso, tra gli altri Boris Vian e Peter Bichsel ( una chicca).



Inserisco un brano di Singer:



Missing template: story]







Il signorotto

a Bilgoray viveva un ricco signore di nome Falik, uno studioso del Talmud. Era ilproprietario di un negozio di alimentari, ma aveva anche altri affari. La moglie, Sara, proveniva da Lublino, da una famiglia per bene. Improvvisamente la fortuna della giovane coppia cambiò.



Non so se fosse una punizione per qualche loro mancanza, o una decisione del Paradiso. Prima il loro negozio andò a fuoco. A quei tempi non esistevano assicurazioni contro gli incendi. Poi Sara si ammalò, e a Bilgoray non c’erano né un dottore né un farmacista. La gente poteva adottare solo tre rimedi: le sanguisuge, le coppette e il salasso. Se una di queste tre cose non risolveva la questione, allora non si poteva fare più niente. Infatti la donna morì, lasciando tre orfani: un bambino, Mannes, e due bimbe più piccole, Pessele ed Etele.

Poco tempo dopo la morte di Sara, anche Falik venne colpito da una malattia mortale. Si fece pallido ed emaciato e, dopo qualche tempo, venne costretto a letto: sembrava che non sarebbe guarito più. Il guaritore, Lippe, gli consigliò una dieta a base di brodo di pollo, minestra di farro e latte di capra. Non cambiò nulla. Falik perse l’appetito, e inoltre era senza stipendio. Oggigiorno le persone sono egoiste, non badano minimamente agli altri; un tempo, invece, si aiutavano vicendevolmente nei momenti di bisogno. Provarono a mandargli del pane, della carne, del burro e del formaggio, ma il malato si rifiutava di accettare la carità. Il capo della comunità andò da lui e si offrì di aiutarlo di nascosto, in modo che nessuno lo venisse a sapere. Falik gli rispose:”Lo saprei io.”

Accadde tutto la prima notte diChanukkah. Come sempre c’erano tanta neve, gelo e tormente. Le cose erano arrivate a tal punto che, in casa del malato, non c’era più neanche una pagnotta. Ai bei tempi, Falik aveva posseduto molti oggetti d’argento: candelabri, una scatola per le spezie, un servizio di piatti per Pesach, ma Mannes, il maggiore dei figli, aveva venduto ogni cosa. Tuttavia era rimasto un pezzo prezioso: un’antica lampada di Chanukkah fabbricata da un vecchio orafo.

Nel villaggio viveva un usuraio che pagava una miseria anche per gli oggetti più costosi. Mannes voleva vendergli la lampada, ma Falik gli disse:”Aspetta fino a dopo Chanukkah”. In casa erano rimasti alcuni spiccioli, anziché comprare il pane, Mannes acquistò l’olio e gli stoppini per le luci di Chanukkah. Alle bambine che si lamentavano per la fame, Mannes disse: “Facciamo finta che sia Yom Kippur.” Io conosco questa storia perché fu lo stesso Mannes a raccontarmela, molti anni dopo.
Poiché Falik non poteva più alzarsi dal letto, la prima notte di Chanukkah, Mannes gli portò la lampada; Falik pronunciò la benedizione e accese il primo lume. Intonò il canto “La Pietra dei Secoli” e baciò i figli. Poi Mannes riportò la lampada in salotto e, come vuole la tradizione, la sistemò sul davanzale della finestra. I bambini si sedettero a tavola affamati, senza aver consumato la cena. Fuori faceva freddo Solo un anno prima Falik aveva dato loro i soldi per giocare a trottola e Sara aveva preparato frittelle. Ora tutto era intriso di tristezza.


D’un tratto bussarono alla porta. “Chi può essere?” Si chiese Mannes. “Forse qualcuno con un dono.” Il padre gli aveva raccomandato molte volte di non accettare doni. Così Mannes decise di non aprire, per evitare discussioni con brave persone: chiunque fosse, però, non smetteva di bussare. Dopo un momento, Mannes si diresse verso l’uscio per dire: “Mio padre mi ha detto di non accettare niente”. Quando aprì, sulla soglia vide un signorotto, alto, con le spalle larghe, che indossava un pellicciotto talmente lungo che gli arrivava fino alle caviglie e un cappello di pelliccia tempestato di neve. Ebbe una tale paura che rimase senza parole. Non succedeva mai che un possidente si recasse in una casa ebrea, soprattutto di sera.

Il signorotto disse a Mannes: “Stavo passando con la slitta, quando ho notato una luce proveniente da una lampada che non avevo mai visto in tutta la mia vita: una lampada ornata con calici, fiori, un leone, un cervo, un leopardo e un’aquila. Ma perché avete acceso solo unlume, dal momento che ce ne sono otto? Si tratta di qualche festa ebrea? Dove sono i vostri genitori?” Mannes, che parlava anche il polacco, sapeva come rivolgersi alle persone importanti. Disse:”Accomodatevi, eccellenza. Per noi è un grande onore.”

Il signorotto entrò nel salotto ed esaminò a lungo la lampada di Chanukkah. Cominciò a porre moltissime domande a Mannes; il ragazzo gli raccontò la storia di Chanukkah, di come nell’antichità gli ebrei avevano combattuto contro i greci nella Terra d’Israele. Gli narrò anche del miracolo dell’olio per la menorah avvenuto nel Tempio: dopo la guerra c’era a malapena l’olio sufficiente a tenerla accesa un solo giorno, ma poi avvenne un miracolo e l’olio bastò per otto giorni. Il signorotto vide la trottola sul tavolo e chiese: “Che cos’è questa?”

Anche se i bambini non avevano soldi per giocare, avevano messo la trottola sul tavolo per ricordare i vecchi tempi. Mannes spiegò al signorotto che Chanukkah è l’unica festa in cui ai bambini viene permesso di giocare. Poi gli disse le regole del gioco. Il signorotto chiese: “Potrei giocare con voi? Il cocchiere mi aspetterà sulla slitta. E’ molto freddo fuori, ma i cavalli sono riparati dalle coperte e il cocchiere indossa una giacca di pelliccia.”


“Eccellenza” disse Mannes “mio padre è malato. Non abbiamo più una madre e siamo senza un soldo.” Il signorotto gli rispose: “Ho intenzione di offrirvi mille gulden per quella meravigliosa lampada. Non ho l’intera somma con me, per cui ve ne darò cinquecento di anticipo. Potrete giocare con questi soldi.” Pronunciando queste parole, prese un sacchetto di monete d’oro da una tasca del pellicciotto e lo posò sul tavolo. I bambini erano così stupiti che dimenticarono la fame. Il gioco cominciò, e anche il più grande miscredente del mondo si sarebbe convinto che tutto era un miracolo divino. I bambini continuavano a vincere e il signorotto a perdere. In un’ora l’uomo aveva perso tutto l’oro:i bambini l’avevano ripulito di ogni moneta. Allora il signorotto esclamò: “Ciò che è perso è perso. Il mio cocchiere e i cavalli hanno sicuramente freddo. Buonanotte, felice Chanukkah e non vi preoccupate per vostro padre. Con l’aiuto di Dio, vedrete, si rimetterà presto.”



Solo dopo che il signorotto se ne fu andato i bambini si resero conto di quello che era successo. Non solo avevano avuto cinquecento gulden di anticipo per la lampada, ma il signorotto aveva anche perso altri soldi. Metà del tavolo era coperto di monete. Le bambine Pessele ed Etele, scoppiarono a piangere. Mannes corse fuori a vedere se il signorotto, la slitta e i cavalli fossero ancora lì, ma erano spariti senza lasciare tracce nella neve. Di solito, i cavalli portano dei campanelli attaccati ai finimenti, il cui tintinnio si sente da lontano; la notte però era silenziosa. Insomma, per farla breve: appena il signorotto fu uscito, Falik aprì gli occhi. Si era addormentato in punto di morte e si svegliò come un uomo sano. Solo un miracolo lo avrebbe potuto salvare: e avvenne proprio un miracolo.




permalink | inviato da il 7/11/2003 alle 12:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
sfoglia     novembre       
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
brevi
Venti di Guerra
Palestina
CUBA
Resto del Mondo
IRAQ
interno
libri e film
L'ITALIA CHE VOGLIO, NELL'EUROPA CHE VOGLIO, NEL MONDO CHE VOGLIO
NIENTE E COSI' SIA MY LAI
LEZIONI DI POTERE
FACEZIE
TERRORISMO ISLAMICO, frutto occidentale?
COSTITUZIONE ITALIANA
AMERICA LATINA
PENA DI MORTE
Venezuela
Guatemala
pillole
Iran
IL MERCANTE IN FIERA
FRASI FAMOSE

VAI A VEDERE

gianni minà
noam chomsky
claudio sabelli fioretti
emergency
medici senza frontiere
altrapagina-mensile città di castello
la repubblica
iraqbodycount
limes
Moni Ovadia
il blog di lia
l'Unità


siete poveri?

cazzi vostri...


QUESTO BLOG E'

PROFONDAMENTE

ANTIFEDERALISTA

 

...ERA

UN

MONDO

ADULTO,

SI

SBAGLIAVA

DA

PROFESSIONISTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CERCA