.
Annunci online

ghirone
chiacchiere di attualita' e politica italiana ed internazionale


Guatemala


24 marzo 2005

Guatemala 1954

1944, dopo tredici anni di dittatura del generale Jorge Ubico, il vento della resistenza al nazi-fascismo in Europa arriva anche in Guatemala e il dittatore viene deposto.

Al suo posto reggerà il potere per un anno il Capitano Arbenz, in attesa di arrivare alle elezioni democratiche che si svolgeranno nel 1945.

Le elezioni le vince il democratico Arévalo ed inizia il periodo dell’unica vera democrazia mai esistita nel sub-continente latinoamericano.

Amante degli Usa incentra tutta la sua politica al rinnovamento del Paese, cercando di farlo uscire dall’arretratezza medievale in cui si trova.

Si imbastiscono riforme dell’istruzione, fiscale, nuova legislazione del lavoro e riforma agraria.

Arévalo, come il suo successore Arbenz, si ispira agli strumenti legislativi del New Deal statunitense, la nuova legge sulla sicurezza sociale deriva dalla legge Usa che regola questa materia, il codice del lavoro è un riflesso del Wagner Act e la riforma agraria riprende i principi della rivoluzione statunitense.

Le leggi sul lavoro vengono approvate nel 1947.

 

La United Fruits Co., che fin da inizio secolo aveva colonizzato il Paese impiantando piantagioni di banane, non accetta di buon grado la nuova situazione sociale guatemalteca e, in una sorta di serrata, inizia a diminuire le produzioni privilegiando altri paesi e in un secondo momento premendo verso l’amministrazione Usa.

Fino a quel momento il Presidente Truman, fedele alla roosveltiana politica di buon vicinato, non interviene ma, sia il cambiamento politico dell’amministrazione, sia l’accelerazione delle riforme avvenuto con l’elezione a Presidente di Arbenz nel 1950 cambia il quadro della situazione.

Con l’elezione del repubblicano Eisenhower si instaura una sorta di alleanza tra l’oligarchia Guatemalteca che vede diminuire I suoi privilegi feudali, la compagnia United Fruits e governo statunitense.

Il segretario di stato John Foster Dulles era stato l’avvocato che aveva negoziato tutti I vantaggi della Compagnia in Guatemala, il fratello Allen Dulles, nominato a capo della CIA, era stato l‘avvocato della banca incaricata a gestire I fondi segreti della stessa CIA e John Moors Cabot, sotttosegretario di stato per l’America Latina, era azionista della United Fruits.

Già nel 1952 si cercano pretesti per affibbiare la patente di comunista alla democrazia Guatemalteca e si cerca di contattare militari per l’organizzazione di un possibile golpe, uno dei quali il generale Carlos Castillo Almas, ma la goccia che fa traboccare il vaso è la riforma agraria varata nel 1953 che vede la ridistribuzione delle terre ai contadini mediante la confisca di parte dei latifondi incolti (riforma che è stata ripresa attualmente dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela), confisca che colpisce anche la United Fruits a seguito della serrata attuata anni prima.

Le riforme danno i primi frutti ed il consenso dei cittadini guatemaltechi è in continuo aumento.

La UF è infuriata ed aumentano le pressioni presso l’amministrazione nordamericana per porre fine allo “scempio”.

In occasione della X conferenza panamericana di Caracas nel 1954, Dulles impone una risoluzione “anticomunista” all’assemblea, ponendo implicitamente, ed in maniera assurda, il Guatemala nel banco degli imputati. La votazione ha l’esito di un voto contrario, il Guatemala, e due astenuti, il Messico e l’Argentina. Il Messico pagherà tale affronto con un attacco alla valuta seguito dalla sua svalutazione.

Contemporaneamente gli Usa bloccano le esportazione di armi verso il paese latinoamericano e minacciano qualsiasi altro paese intenzionato a mandare armi e aiuti. Il governo guatemalteco si rivolge all’ultima fonte possibile: l’Unione Sovietica, la trappola è scattata.

La Marina Usa attua un blocco navale in acque internazionali a ridosso dei limiti guatemaltechi e la pressione aumenta.

A questo punto le opzioni sono due: un intervento militare diretto dell’esercito statunitense oppure un intervento dall’interno delle forze golpiste che intanto si stanno preparando e vengono armate dagli “alleati”, la seconda opzione è quella privilegiata per operare in maniera più “pulita”.

Nel 1954 il Golpe guidato, sulla carta, da Carlos Castillo Almas, con i soliti “consulenti” della CIA, va in porto e si arriva perfino a bombardare la capitale, Città del Guatemala, in una vera dichiarazione di guerra alla popolazione.

Il governo Arbenz viene deposto, il presidente viene ucciso e Castillo Almas diventa il dittatore del Guatemala. In breve tempo vengono soppresse tutte le riforme fatte in dieci anni di democrazia, vengono restituite le terre alla United Fruits e ha inizio una vera e propria carneficina, soprattutto contro la popolazione indigena, che dura ormai da cinquant’anni, ma questa è un’altra storia che avremo modo di raccontare.




permalink | inviato da il 24/3/2005 alle 16:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
sfoglia           
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
brevi
Venti di Guerra
Palestina
CUBA
Resto del Mondo
IRAQ
interno
libri e film
L'ITALIA CHE VOGLIO, NELL'EUROPA CHE VOGLIO, NEL MONDO CHE VOGLIO
NIENTE E COSI' SIA MY LAI
LEZIONI DI POTERE
FACEZIE
TERRORISMO ISLAMICO, frutto occidentale?
COSTITUZIONE ITALIANA
AMERICA LATINA
PENA DI MORTE
Venezuela
Guatemala
pillole
Iran
IL MERCANTE IN FIERA
FRASI FAMOSE

VAI A VEDERE

gianni minà
noam chomsky
claudio sabelli fioretti
emergency
medici senza frontiere
altrapagina-mensile città di castello
la repubblica
iraqbodycount
limes
Moni Ovadia
il blog di lia
l'Unità


siete poveri?

cazzi vostri...


QUESTO BLOG E'

PROFONDAMENTE

ANTIFEDERALISTA

 

...ERA

UN

MONDO

ADULTO,

SI

SBAGLIAVA

DA

PROFESSIONISTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CERCA